ErnyBlog di nuovo online.
Dopo qualche giorno di malfunzionamento il Blog ritorna attivo.
Grazie amici.
Questo sito ogni giorno guadagna qualche nuovo visitatore. Quali argomenti vorreste vedere trattati in questo Blog? Fatemi sapere le vostre opinioni e comunque.. Buona Lettura.
Segnalo dei blog, conosciuti durante Conversazioni dal Basso e uno su Linux ubuntu.
Il primo BLOGACTION usa la Rete Sociale per proporre e diffondere i valori costituzionali e democratici attraverso azioni di discussione nella Rete stessa..
La prima iniziativa è partita il 2 aprile 2008: i bloggers italiani hanno pubblicato sul loro blog la lettera aperta che abbiamo redatto all’interno di un gruppo di discussione volontario attivo in Rete.
Blogaction è un work in progress, un laboratorio permanente a cui puoi partecipare anche tu, nel blog o nel gruppo di discussione.
L’ altro blog invece dedicato al mondo della moda è Communifashion, l’autrice è Giuditta, una giovanissima laureanda alla specialistica in Giornalismo e aspirante giornalista. Communifashion, è un fashion-blog dedicato a chi ama mode & stili di tutto il mondo. E’ aperto e cerca collaboratori per recensioni di moda o inviando le foto delle tue creazioni.
L’ ultimo giovane Blog è Ubuntu-Insideopera di Giorgio Beltrammi (borgio3), da Riccione. Il blog si occupa di tutto quello che riguarda Linux Ubuntu, ottimo anche come guida. Per tutti quelli che hanno Ubuntu nel cuore..
Vi riassumo quello che ho capito su Conversazioni dal Basso:
Ernyblog segue oggi il workshop seminariale Conversazioni dal basso 2008, organizzato dall’ Università di Urbino, facoltà di Sociologia sede di Pesaro, il tema del seminario è Come i Blog Cambiano la politica, tema di questi tempi particolarmente caldo, visti gli effetti ottenuti dal Blog di Grillo e altri.
Presenti molti bloggers, malgrado lo sciopero dei treni, conosciuti e molto attivi nella blogosfera come Giuseppe Granieri, Lele Dainesi, Luca Conti e altri. I dibattiti sono coordinati dai docenti della Facoltà di Sociologia, e diversi studenti, attivi anche nell’ organizzazione del seminario. Dopo i saluti istituzionali, delle autorità locali di Pesaro, e dei docenti della facoltà , Lella Mazzoli preside della facoltà di sociologia, introduce il tema del workshop, con esempio il Blog di Obama e Beppe Grillo, esempi lampanti di Blog capaci di aggregare milioni di persone, ma esistono anche blog, appartenti a politici come Veltroni, che tuttavia non raggiungono gli obiettivi prefissati.
Sono quasi tre milioni di italiani che hanno un blog o un profilo in un Social Network, e l’età di chi tiene un blog, è sotto i trentanni, e si cerca sempre di intuirne gli sviluppi futuri.
Giovanni Boccia Artieri con Giuseppe Granieri Diego Bianchi (aka ZORO), e Arianna Cavazza introducono il tema della Cultura della Partecipazione, come la rete si relaziona alla politica, e come la politica tradizionale nel rapporto con i Blogger tende comunque a filtrare le loro domande e le loro richieste, internet svela quindi l’ insicurezza dei politici, nei confronti della rete, e internet non garantisce ai candidati di ottenere risultati elettorali, ma offre spunti che provvengono dall’ opinione pubblica, purtroppo non sempre colti dai politici, tuttavia è sicuramente cambiato il modo dei cittadini per rapportarsi con la politica.
I partecipanti al Workshop di Pesaro..
In Italia abbiamo forme di aggregazione di consenso tra blogger, ma non sempre i risultati sono notiziabili per gli altri media, escluso ovviamente il fenomeno Beppe Grillo, capace da sempre di aggregare masse, ma che poi non ha offerto una rappresentanza politica certa.
Sicuramente i Blog hanno l’effetto di riavvicinare le persone alla politica, dalla diretta web, un’ utente specifica che i Grillini, non dipendono necessariamente da Grillo, ma anzi ne sono la sua stessa linfa vitale, pur riconoscendone ovviamente il merito di essere il catalizzatore del malcontento verso la politica.
Anche il recente incontro con Al Gore a Roma, è stato moderato e mediato, la politica necessita sempre di intermediari rispetto allo spazio pubblico di internet. E’ difficile creare un rapporto diretto tra il politico, e il cittadino, ma esempi di politici in twitter, attirano positivamente persone.
Luca Conti, Lella Mazzoli e Michele Morelli, Antonio Sofi introducono il panel sulle Forme della Comunicazione. Per Sofi i politici usano ancora poco i Blog, come nel caso di Veltroni, basterebbe che intanto i maggiori politici dedicassero un minimo del loro tempo, offrendo così dei gesti simbolici, che otterrebbero un positivo riscontro nell’ elettorato.
Di Pietro utilizza Second Life come gesto simbolico di apertura ai nuovi media, ma Intenet in Italia non può influenzare l’esito delle elezioni, e la presenza di pubblico on line è ancora bassa, e l’uso partecipativo ancora più carente, chi ha vinto le elezioni (La Lega) non ha investito quasi nulla in internet.
Solo nelle elezioni del 2004 grazie al candidato outsider Howard Deen e ai suoi blogger, i nuovi media entrano prepontetemente nella campagna elettorale americana, Obama oggi sfrutta la strada aperta da Deen, in italia invece nessun piccolo partito ha investito nella rete.
A Di Pietro viene comunque riconosciuto il ruolo di politico più attivo in internet, per gli altri partiti internet è ancora un mezzo cbe non assicura risultati a breve termine, nelle nostre brevi campagne elettorali, internet è un mezzo che può assicurare consenso ma a lungo termine, e cè comunque un problema di comunicazione, alla sinistra si critica la scarsità dell’ efficacia del messaggio, rispetto ad esempio alla Lega che ha puntato su tutto su tematiche come la sicurezza. Luca Conti si chiede quali strumenti un politico dovrebbe usare per ottenere un Feed Back dal pubblico ?
Internet può cambiare la comunicazione politica come ha cambiato l’informazione, c’è ancora la paura di confrontarsi con persone che possono rispondere, bisogna rompere questo muro, Second Life ha ancora un basso impatto in Italia, Lella Mazzoli pone l’accento sui contenuti, la comunicazione secca semplice e semplificata tralascia sempre di più i contenuti. In questa campagna elettorale non ritroviamo eventi internet degli di nota, Barak Obama in America attraverso internet ha unito forza simbolica, stile e contenuti, con diversi video visti da milioni di persone.
Il Blog di un politico, (in realtà non è facile stilare un decalogo del perfetto blog del politico), semplicemente dovrebbe rispondere alle domande prodotte dagli utenti del blog, come per le aziende bisogna ascoltare e valutare la percezione di se nella rete, instaurare un dialogo con gli utenti, aggregare contenuti di simpatizzanti su temi caldi che possono scaldare l’elettorato. Obama ha costruito un social network dove si possono lanciare messaggi subito rilanciati e ripresi da altre persone, i contenuti migliori sono venuti dai fans di Obama.
Studenti Blogger di Comunicazione, lo staff del workshop in azione..
Dal Web ci si chiede se Grillo potrà vincere le prossime elezioni amministrative, ma mancando l’organizzazione, e visto l’insuccesso delle poche liste, per il futuro il fenomeno Grillo difficilmente potrà ottenere un successo elettorale. Finita la protesta rimane poca politica.
Nel pomeriggio si approfondisce il tema dell’ informazione, Massimo Russo, propone due provocazioni, i blog hanno fallito nel tentativo di ottenere seguito elettorale e creare consenso, sul tema della sicurezza cavalcato abilmente dalla destra, l’utenza della rete non ha fornito dati veri di realtà , e non si è dibattuto seriamente sui temi sociali più interessanti per l’ elettorato.
BIsogna poi avere il coraggio di essere veramente pop, avere la capacità di pensare ai temi che più interessano il paese, ma la rete italiana è sempre più chiusa in se stessa, e riproduce temi affrontati già dai media principali. Repubblica ha approntato un’ insieme di nuovi strumenti web 2.0 durante la campagna elettorale, che hanno attratto molti visitatori.
Per Vittorio Zambardino di Netmonitor, ci si chiede come la rete possa rappresentare il cambiamento, in un paese dove la politica è basata su poteri oligarghici, l’uso politico della rete c’è già si chiama Beppe Grillo.
Antonella Napolitano illustra un sondaggio del Sole 24 ore svolto online, basato su 10 video domande, scelte direttamente dagli elettori di argomenti sia inerenti tematiche legate alla rete, e sociali.
Lella Mazzoli intervistata da Rai tre
L’ Iniziativa è nata in seguito ad analoghe esperienze americane, ottenendo scarse risposte dai candidati premier delle ultima politiche, ai quali era indirizzato il sondaggio.
Dal Web e dagli ospiti arrivano molte domande, ci si chiede se la rete assumerà un ruolo di maggior presenza rispetto ai media tradizionali. I blog sono oggi in grado di imporre vicende (come nel caso di Federico Aldrovandi) ai media tradizionali. I Blog non devono però finire per diventare autoreferenziali, e spesso manca il controllo delle fonti citate nei blog stessi. Qualcuno si chiede ironicamente, anche se i Blogger non siano un pò una razza a parte che abitano il web.
Ma la creatività dei blogger stesso e la loro capacità di utilizzare più mezzi permettono di alimentare le relazioni sociali sulla base di contenuti. L’ultimo intervento del Workshop approfondisce il tema del Buzz Marketing, il passaparola online, Gianluca Armesano, Vicenzo Cosenza, Sasha Monotti, Fabio Giglietto e Sara Aura, sono gli ultimi relatori, che ci introducono in questa realtà soprattutto interessante per le aziende, per promuovere i propri prodotti e creare relazioni di lungo periodo. Anche nella politica si ritrova un meccanismo analogo ma mediato, non diretto, ancora non paragobile al fenomeno aziendale.
Gli strumenti tradizionali di marketing non sempre riescono a monitorare le discussioni in rete, anche perchè è ancora forte il digital divide.
La campagna elettorale e i suoi temi, Armesano e Monotti, hanno monitorato i temi più richiesti e discussi dagli utenti, Il Fisco e le tasse, il lavoro e la sicurezza, la riforma elettorale, la famiglia ma come ultimo tema dibattuto.
La rete è un’ occasione non colta dagli schieramenti politici per rilevare gli umori dell’ elettorato, anche se sono ancora pochi i partiti interessati ai nuovi strumenti del web. Gli italiani si riconoscono e si dicono influenzati dalle opinioni che rilevano nei forum (usatissimi), condizionando gli acquisti, si privilegiano gli opinion leader dei forum e meno dei blog. Il workshop prosegue, anche se gli argomenti più caldi sono tutti riassunti qui, spero bene ed efficacemente.
Conversazioni dal Basso potevate seguirlo anche on line..
L’ evento di Pesaro si conferma come unico e interessante nel panorama della Blogosfera Italiana, un confronto diretto dal basso, tra blogger, e tra coloro che con internet ci lavorano, tutti consapevoli che il cambiamento anche nella sfera della politica, avrà sicuramente effetti positivi per la democrazia italiana, cambiamento però lento i cui effetti positivi saranno visibili tra molto tempo.
Si incomincia sempre conversando dal basso… Il workshop potete rivederlo -> qui <-
Facile esaltare Beppe Grillo, ma è inevitabile tornare a parlare di lui dopo il successo del suo secondo V Day.
Con 450 piazze attivare in tutta Italia, Il successo del Blogger e comico genovese, non può che confermarci la validità del mezzo internet, e della rete stessa, come sistema per aggregare i cittadini e dare voce al loro scontento, questa volta contro i mezzi di informazione, ritenuti al servizio del potere.
Scontento che rimane sempre vivo e presente indipendentemente da quale governo sia alla guida del paese. Ma ora per fortuna grazie alla rete e a Grillo e al suo blog, questo malcontento si organizza e fa sentire sempre di più la sua voce, e sicuramente prima o poi diventerà qualcosa di molto di più e tenterà di arrivare direttamente nei luoghi del potere.
E chi saprà capire questa nuova dinamica di sviluppo dei movimenti e delle nuove idee politiche, diventerà un capo popolo proprio come Grillo, che l’ha capito prima di tutti.
Qualcosa di nuovo nella politica italiana è veramente successo, adesso sarà interessante valutarne le conseguenze, visto che sicuramente il mondo della politica si dimostrerà sempre refrattario alle tematiche di cambiamento, che provengono dal basso cioè dalla rete.