Archivio dei Post

Consigli per gli acquisti:

Blog Recensito da:

Blog under Creative Common Licence

Utenti ora Online:

Translator

Italiano flagArabo flagBulgaro flagCatalano flagCinese (Semplificato) flagCroato flagCeco flagDanese flagOlandese flag
Inglese flagFilippino flagFinlandese flagFrancese flagTedesco flagGreco flagEbraico flagHindi flagIndonesiano flag
Giapponese flagCoreano flagLettone flagLituano flagNorvegese flagPolacco flagPortoghese flagRumeno flagRusso flag
Slovacco flagSloveno flagSpagnolo flagSvedese flagUcraino flagVietnamita flag   
By N2H

Un video sull' evoluzione del gigante Google.

Nel sito del Maestro Alberto ho trovato un’ interessante video che illustra l’ evoluzione di Google da semplice motore di ricerca ad azienda gigante del web attiva anche in altri settori quali produzione software, hardware, telefonia mobile, reti, energie alternative, biotecnologie, ecc.

Il video in questione illustrando tutti i settori di attività di Google mette però in evidenza un’ aspetto un  pò inquietante del colosso dell’ informatica ovvero, la sua indubbia capacità di acquisire informazioni personali di ogni tipo sugli utenti che ogni giorno si avvalgono dei suoi servizi.

Insomma secondo gli autori del “documentario” questa azienda sarebbe in realtà un’ immenso grande controllore della rete. Il video vuole quindi mettere in evidenza il “Dark Side” di Google.

Sicuramente quest’azienda ha espanso moltissimo le sue attività in rete, bisogna però anche considerare che non sempre tutte le sue iniziative hanno avuto il successo atteso, e inoltre quando una compagnia diventa “grande” nel mercato in modo legale (al contrario di molte nostre aziende italiane) nulla si può imputare, se non riconoscere una certa abilità imprenditoriale a chi la gestice.

Ovviamente realtà come Google finiscono per attrarre anche molte critiche, ma la capacità dimostrata di produrre servizi di notevole valore con un ritmo veramente incredibile, l’hanno resa un gigante dell’ IT, e in fondo il suo prima se l’è meritato..

THE BEAST FILE: GOOGLE from Hungry Beast on Vimeo.

La rete, il gigante fragile (blog e video che spariscono).

Il caso del Blog censurato e poi riabilitato del quale ho trattato in un mio precedente post, precede di pochi giorni un’ altro caso di censura, ovvero la recente sparizione da You Tube di un video di Marco Travaglio, cancellato erroneamente per (inesistenti) violazioni di Copyright, e rimesso on line dietro pressioni dello staf di Beppe Grillo.

Se avete la curiosità di approfondire la questione potete farlo  leggendo qui, qui e già che ci siete anche qui. Indipendentemente da come sono andate le cose, in questi ultimi giorni emerge tutta la fragilità della rete come garante di libertà e democrazia.

Sicuramente Internet rimane comunque il media più libero rispetto ad esempio alla televisione (peggio poi se di stato come la Rai) e le ultime recenti vicende (la chiusura delle trasmissioni di approfondimento giornalistico ad un mese dalle elezioni) ce lo confermano.

Censura in rete.

Tuttavia analizzando gli ultimi casi di censura in rete, non si può fare a meno di constatare come anche internet sia diventata sempre più oggetto di controllo da parte di soggetti politici e grandi gruppi privati.

E i servizi di hosting che detengono i files ogggetto di critica e di censura non si sono dimostrati molto vicini agli utenti che hanno subito la rimozione dei propri contenuti, infatti questi ultimi spesso non sono stati nemmeno avvisati preventivamente, semplicemente da un giono ad un’ altro si sono ritrovati privati dei loro contenuti pubblicati in rete.

Insomma forse per molti di voi la questione non sembrerà così degna da sollevare tutto questo allarmismo, ma è certo che la rete si sta dimostrando dal punto di vista della libertà di pubblicazione dei contenuti ad opera di tranquilli cittadini utenti, un giagante fragile che non è più quel baluardo di democrazia elettronica al quale per molto tempo abbiamo creduto.

L’ Adsl Wireless arriva in Val Conca.

Oggi girando per Riccione mi sono soffermato a leggere un cartello pubblicitario che reclamizza un nuovo servizio Wireless Adsl per chi abita nella Val Conca nell’ immediato entroterra romagnolo a pochi chilometri dalle località turistiche di Riccione, Misano Adriatico, e Cattolica.

E’ il primo servizio di ADSL Wireless che mi capita di aver visto già pronto per essere commercializzato, ed è quindi una concreta possibilità per chi abita nei comuni vicini a Morciano di Romagna.

Logo SisoleIl Servizio si chiama SI Volare Wireless creato da S.I. Sole srl azienda a sua volta creata da S.I.S una società di diritto privato a totale capitale pubblico le cui quote sono detenute dai comuni della Valconca e della riviera romagnola in provincia di Rimini.

Basato sulla tecnologia radio Hiperlan a 5.4 Ghz (banda disponibile fino a 108 Mbps), e si avvale anche della connessione alla rete in fibra ottica della P.A. romagnola Lepida, si può inoltre integrare con tecnologie quali ad esempio il  Wi-Max.

Per chi vuole approfondire tecnicamente la tipologia e configurazione di rete, le frequenze usate, e tutte le altre informazioni tecniche può consultare questa pagina. Si può inoltre consultare la pagina delle tariffe dove si trovano diverse offerte per privati e professionisti.

Le cifre richieste pur essendo superiori a quelle di una tradizionale Adsl sono comunque abordabili, e sono comprensive del noleggio dell’ hardware e dell’ assistenza tecnica necessari per collegarsi da casa o dal proprio ufficio.

Le velocità di navigazione offerte sono però inferiori a quelle delle attuali Adsl, ma comunque sufficenti per offrire un servizio di banda larga. Non ho avuto ancora modo di provare questo servizio e invito chi già lo utilizzo a fornirmi una concreta testimonianza.

Quello che mi preme rilevare è che si tratta del primo tentativo di fornire un’ innovativo servizio di Adsl Wireless (pubblico privato) capace di affrontare il problema del digital divide, che affligge i comuni dell’ entroterra romagnolo (e non solo).

Se anche non siete residenti in questa zona della romagna ma avete avuto modo di testare una soluzione analoga, fatemelo sapere sarò felicissimo di postare la vostra testimonianza.

Facebook, così come lo raccontano (male) i media mainstream.

I media tradizionali non offrono una visione coerente e veritiera del fenomeno Facebook e della crescita dei social network in italia.

Ne descrivono l’impetuosa crescita citando le ultime statistiche ricche di mirabolanti quantità di dati, limitandosi però al solo numero totale degli utenti iscritti,  un dato poco veritiero e poco attendibile visto che non distingue tra gli utenti veramente attivi nei social network e quelli che pur essendosi iscritti li usano pochissimo.

Inoltre fedeli alla loro tradizionale logica del “sbatti il mostro in prima pagina” ci deliziano con frequenti notizie sulla nascita e diffusione di gruppi del genere “uccidi il gatto nel microonde” o “prendi a bastonate il tuo vicino di casa”.

Chi frequenta Facebook e altri social network sa che questi gruppi, sono assolutamente inutili creati più per passare il tempo che per reale sostegno ad una causa (anche se negativa). E di sicuro non meritano l’ attenzione che i nostri media dedicano loro nel tentativo di scandalizzare quegli italiani che non conoscono i social network e non ne comprendono la vera utilità.

Poi se i media si prodigano ad informarci  sulla comparsa (e repentina chiusura) di gruppi come questo per par condicio dovrebbero anche doverosamente informarci su iniziative come questa che vengono invece quasi taciute. Come al solito ci viene offerta  sempre una visione parziale di un fenomeno, quella più scandalistica, quella che secondo la loro logica di funzionamento da migliori risultati in termini di odiens e di attenzione.

Censura Facebook.Ma non solo, autorevoli esponenti del governo ed opinionisti come questo, invece di valutare correttamente il fenomeno (e ridimensionarlo) si indignano vigorosamente e chiedono pesanti punizioni, invocando persino il codice penale e minacciando di rinchiudere in comunità gli stolti aderenti a questi terribili gruppi:

Poi, punizione dei responsabili: chi ha creato il gruppo e chi ha aderito. Sono rintracciabili, e loro azioni violano diversi articoli del codice penale. Ma forse, per gli idioti moderni, occorrono pene moderne. Invece di multe, servizio nelle comunità che si occupano dei piccoli Down. Chissà: forse qualcuno capirà quanto hanno da darci, quei bambini.
E se anche fosse un atroce scherzo della Rete, resta la nostra condanna. Senza appello.

Chi come me da anni segue l’evoluzione della tecnologia si ricorderà nei primi degli anni ottanta, i terribili servizi dei tg nazionali sui virus che distruggono i computer, e sugli hacker, terribili ragazzini che si infilavano nei computer della difesa americana e che come premio venivano assunti dalle aziende di informatica.

Anche oggi la logica é la stessa, questa volta applicata a Facebook e ai Social Network. Dagli anni ottanta ad oggi ben poco è cambiato nel modo dei media tradizionali di descrivere le tecnologie informatiche e i mutamenti positivi per la società che essi veramente introducono.

Ma per fortuna la rete stessa si propone come efficace antidoto ed alternativa alla tradizionale disinformazione dei media. E non è poco..

Il caso Sybelle e il falso mito della libertà in rete.

Il Caso di Sybelle (blogger bolognese molto attiva e conosciuta, nonchè ex compagna di università) sta facendo molto discutere e ha suscitato non pochi timori nei frequentatori della blogosfera Italiana.

Wordpress ha precedentemente chiuso il suo blog (ora è attivo e funzionante) dietro sollecito di un’ azienda che si è ritenuta lesa da un commento scritto da un’ utente a seguito di un suo precedente post, (visibile ora solo grazie alla cache di Google da qui) dove commentava una pubblicità di una nota marca di abbigliamento.

La questione è stata ampiamente trattata e potete trovarne il resoconto in moltissimi altri siti quali quello di GBA, ma anche  Armando LeottaWolly, Gilioli, Massarotto, Felter, Maurizio Goetz, e altri ancora.

Prendo spunto da questo grave caso di censura per proporvi delle mie considerazioni personali. Lo ritengo emblematico perchè sfata il mito della libertà in rete che molti entusiasti hanno sbandierato come vera caratteristica rivoluzionaria di internet che la candiderebbe direttamente al nobel per la pace.

Parliamoci chiaro se apriamo un blog su wordpress.com o altri, questi si ci offrono uno spazio gratuito per pubblicare i nostri pensieri,  ma a determinate condizioni, dove la loro salvaguardia viene prima della libertà di pubblicazione del singolo utente.  Queste regole sono specificate nel contratto che ci viene proposto prima di usufruire di un determinato servizio in rete,  e che purtroppo la stragrande maggioranza di noi non legge (me compreso).

Blog Sybelle Censurato.

Insomma quando pubblichiamo qualcosa su una piattaforma di un’ impresa commerciale, siamo soggetti a restrizioni e in cambio di un servizio noi regaliamo i nostri dati personali, la nostra vita, e i nostri pensieri, insomma noi stessi o per lo meno una parte di noi stessi.

Cercando Sybelle o il suo blog in Google, questo appare nelle primissime posizioni e nella descizione compare ora il seguente disclaimer:

WordPress.com. This blog has been archived or suspended for a violation of our Terms of Service. You can create your own free blog on WordPress.com.

Davvero i Blog di Wordpress sono Free ?? Se per Free intendiamo gratis, allora si, ma se consideriamo il termine nel suo ulteriore significato, ovvero LIBERO, bhe il caso di Sybelle dimostra che non è assolutamente vero.

La colpa però è anche nostra in quanto abbiamo bevuto alle storielle di fanatici ed improvvisati guru techno fighetti della rete che ci hanno spacciato il concetto di una internet libera dove chiunque può fare quello che vuole. Non è assolutamente vero. Governi ed imprese commerciali ne stanno limitando  la libertà di espressione.

Forse è arrivata l’ora di resiste, resistere, resistere, magari selezionando altre piattaforme o creandone di nuove gestite da enti non profit, lontane dalle grinfie dei nuovi censori. Intanto si può incominciare a segnalare agli altri utenti luoghi in rete dove l’espressione dei propri pensieri è ancora libera. Ma per favore non venitemi più  a parlare della rete come un luogo di libertà di pensiero assoluta.

Fonte del post:  My Web 2.0 e altri.