I social network vere rivoluzioni comunicative e relazionali diventano tema per l’esame di maturità, sapranno gli studenti metterne in evidenza pregi e difetti nei loro elaborati ??
Come molti di voi già sapranno nelle tracce proposte per la prima prova dell’ esame di maturità 2009 vengono affrontate diverse tematiche inerenti l’attualità tra le quali anche la diffusione recente dei social network in Italia.
Molto più che una semplice moda Facebook, Twitter e compagnia stanno cambiando il modo di comunicare e di rapportarsi con gli altri. Ci permettono di essere sempre connessi con amici e conosenti come prima non era possibile, e possiamo rapidamente scambiarci informazioni inerenti la nostra vita quotidiana sincronizzandola con quella degli altri.
Oltre a Facebook è esploso twitter nuova forma di microblogging che consisite nello scambiarsi messaggi di 140 caratteri inerenti le azioni della nostra vita quotidiana proprio mentre le stiamo compiendo.
In Iran apprendiamo sulle recentissime proteste post elezioni soprattuto grazie ai liberi cinguettii dei rivoltosi che sfuggono alla censura nazionale, ci troviamo quindi di fronte ad un mezzo che può contribuire all’ organizzazione di persone comuni ora capaci di mettere in discussione i regimi dei loro paesi.
E’ quindi corretto visti gli ultimi accadimenti e l’ìincredibile sviluppo di queste nuove forme di comunicazione e relazione, richiederne un’ approfondimento ai maturandi del 2009.
Maturandi che essendo poi i principali utenti di questi sistemi possono sicuramente avventurarsi in considerazioni anche a partire dalla propria esperienza d’ uso personale.

Studenti alla maturità 2009
Comunque la traccia della maturità relativa ai social network è composta da citazioni di diversi lavori di docenti ed esperti della comunicazione, e due in particolare mi hanno interessato:
La prima è quella di Giovanni Boccia Artieri (riportata qui di seguito) dove viene ben evidenziato il ruolo attivo del singolo, che inserito in un collettivo diventa capace di produrre informazioni e cultura.
Questo avviene ribaltando lo schema tradizionale che lo voleva sempre più fruitore passivo di contenuti, beni e servizi prodotti da altri e impossibilitato a partecipare attivamente alla co-creazione degli stessi.
“«C’è una mutazione in atto ed ha a che fare con la componente “partecipativa” che passa attraverso i media. Quelli nuovi caratterizzati dai linguaggi dell’interattività, da dinamiche immersive e grammatiche connettive. [...]
Questa mutazione sta mettendo in discussione i rapporti consolidati tra produzione e consumo, con ricadute quindi sulle forme e i linguaggi dell’abitare il nostro tempo. Questo processo incide infatti non solo sulle produzioni culturali, ma anche sulle forme della politica, sulle dinamiche di mercato, sui processi educativi, ecc. [...]
D’altra parte la crescita esponenziale di adesione al social network ha consentito di sperimentare le forme partecipative attorno a condivisione di informazioni e pratiche di intrattenimento, moltiplicando ed innovando le occasioni di produzione e riproduzione del capitale sociale.“.
L’ altra citazione interesante è quella di D. de Kerchove:
«Siamo in uno stato di connessione permanente e questo è terribilmente interessante e affascinante. È una specie di riedizione del mito di Zeus Panopticon che sapeva in ogni momento dove era nel mondo, ma ha insito in sé un grande problema che cela un grave pericolo: dove inizia il nostro potere di connessione inizia il pericolo sulla nostra libertà individuale.
Oggi con la tecnologia cellulare è possibile controllare chiunque, sapere con chi parla, dove si trova, come si sposta. Mi viene in mente Victor Hugo che chiamava tomba l’occhio di Dio da cui Caino il grande peccatore non poteva fuggire.
Ecco questo è il grande pericolo insito nella tecnologia, quello di creare un grande occhio che seppellisca l’uomo e la sua creatività sotto il suo controllo. [...] Come Zeus disse a Narciso “guardati da te stesso!” questa frase suona bene in questa fase della storia dell’uomo.»

Derrick-de-Kerckhove
DE KERCKHOVE giustamente mette in evidenza il problema della privacy. Ormai perennemente connessi disseminiamo in rete volontariamente e involontariamente quantità enormi di informazioni, non solo i nostri dati personali ma anche le nostre abitudini, e così fanno anche quelle persone a noi vicine e connesse.
Insomma mai come prima d’ora oggi è possibile profilare, analizzare, scandagliare la vita delle persone, e questo è sicuramente un pericolo.
Sarebbe comunque interessante analizzare i temi degli studenti e valutare le loro considerazioni, e ad esempio cercare di capire se le nuove generazioni principali utilizzatori di queste nuove forme di comunicazione, ne percepiscono anche i possibili rischi o avendole metabolizzate le usano senza porsi troppi problemi.
A questo indirizzo in Studenti.it possiamo vedere come è stata svolta la traccia da una studentessa e le considerazioni di altri suoi colleghi.
Un mio personale plauso va anche a coloro che hanno giustamente scelto di far approfondire agli studenti queste tematiche mettendone in evidenza i pregi e i difetti, le luci e le ombre.
E comunque a tutti i maturandi un’ in bocca al lupo anche da Ernyblog.
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